Supportare la raccolta delle olive: un campo in Turchia

Supportare la raccolta delle olive: un campo in Turchia

Dal 26 novembre al 10 dicembre 2017 un campo in Turchia, presso il villaggio di Sirince (Turchia occidentale), per supportare la raccolta delle olive.

A Sirince ogni anno ha luogo un campo estivo per i/le giovani locali; situato in aperta campagna e circondato da più di 1000 ulivi, questo territorio è un luogo ricco e fertile: per comprenderne la portata, basti pensare che dal raccolto vengono ogni anno prodotte circa 20 tonnellate di olive. L’olio che ne viene poi spremuto è usato, tra le altre cose, per la cucina del campo estivo stesso.

I/le volontari/e del campo si occuperanno della raccolta delle olive e dello stoccaggio delle stesse. Nel caso in cui il raccolto non dovesse essere fruttuoso a causa delle condizioni climatiche della stagione, i/le volontari/e si occuperanno di altri lavori manuali necessari alla manutenzione del sito.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il turco.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Promuovere attività ludiche con i bambini terremotati del Giappone

Promuovere attività ludiche con i bambini terremotati del Giappone

Dal 5 all’11 dicembre 2017 un campo in Giappone a supporto delle attività ludiche e ricreative per i bambini e le bambine di Iwate, nella zona orientale del Giappone.

Questa zona è stata duramente colpita da un fortissimo terremoto l’11 marzo 2011, che ha causato danni gravissimi. L’80% delle abitazioni di Iwate è stato danneggiato dal terremoto prima e dallo tsunami poi, e molte persone sono ancora costrette a vivere in alloggi temporanei. Persino i/la bambini/e tutt’oggi non possono svolgere attività esterne alla scuola, poiché il piazzale antistante è occupato da alloggi di emergenza. Il campo è quindi un’opportunità per i bambini e le bambine di godere di attività all’aria aperta: verrà organizzata una festa ispirata a quella di Halloween per 120 bambini/e, di età compresa tra i 9 e i 12 anni.

Il campo è organizzato dall’associazione NICE, che da molti anni coordina volontari e volontarie provenienti da tutto il mondo nello svolgimento di attività per i/le bambini/e locali. Per questo campo, il compito dei/delle volontari/e sarà quello di stare insieme ai/alle bambini/e, giocare con loro e supportarli laddove ce ne fosse bisogno. Ci sarà la possibilità di creare giochi e attività basandosi sulla propria cultura di provenienza, portando musiche, danze e giochi del proprio paese d’origine.

Come parte studio, i/le volontari/e impareranno a gestire attività ludiche e di intrattenimento per i bambini e conosceranno la storia della ricostruzione di Iwate dopo il disastro dello tsunami.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il giapponese.

Leggi la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Campagne di sensibilizzazione sulla spiaggia più grande del mondo, in Bangladesh

Campagne di sensibilizzazione sulla spiaggia più grande del mondo, in Bangladesh

Dal 24 novembre al 5 dicembre 2017 un campo in Bangladesh, presso la Cox bazar Sea Beach, la spiaggia più grande del mondo, che ogni giorno viene visitata da centinaia di turisti locali e internazionali.

Nonostante la notorietà, l’inquinamento della spiaggia e del mare è a livelli molto alti, alimentato anche dall’incuria dei turisti che non si premurano di lasciare l’ambiente in un buon stato di pulizia. La cura della spiaggia e delle acque è divenuta quindi una grande preoccupazione per chi ha a cuore la tutela ambientale del sito. Inoltre, il grande traffico di pescatori ha reso le coste un ambiente insalubre.

Per questo una parte della comunità locale ha scelto di intraprendere un progetto di sensibilizzazione sul piano ecologista, rivolto sia ai turisti che alla comunità dei pescatori per incrementare la loro consapevolezza relativa a questioni igieniche e ambientali. Con il supporto di SCI Bangladesh e YPSA si è potuto organizzare questo campo di volontariato, durante il quale si pulirà la spiaggia dai rifiuti e si svolgeranno attività di sensibilizzazione.

Verranno svolte quindi dimostrazioni simboliche, seminati alberi e una campagna porta a porta per la divulgazione di questioni igieniche.

Come parte studio verrà discussa la questione del cambiamento climatico, le pratiche alternative e eco-sostenibili da mettere in atto e si organizzeranno le strategie per la campagna di sensibilizzazione.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Bengali.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Supportare i giovani nel lavoro di prevenzione dell’HIV/AIDS in Uganda

Dal 27 novembre al 15 dicembre 2017 un campo in Uganda a sostegno del progetto di cura e prevenzione del virus HIV e della sindrome dell’AIDS, portato avanti dall’associazione UPA Pakwach.

La sede dell’associazione è situata sulla rotta commerciale che transita tra il Sud del Sudan e la Repubblica Democratica del Congo. Proprio a causa del suo collocamento geografico, la popolazione di Pakwach è fortemente esposta alle infezioni del virus HIV e, di conseguenza, alla malattia AIDS, che continua a diffondersi proprio per colpa del traffico umano, molto intenso in questa zona. Tra le cause, l’alcolismo e l’alto tasso di disoccupazione sono le principali, poiché molti/e giovani vengono abusati sessualmente sotto l’effetto dell’alcol o sono costretti/e a prostituirsi per poter sopravvivere.

La branca ugandese dello SCI UPA Pakwach è da tempo impegnata in iniziative di sensibilizzazione e prevenzione della diffusione del virus e della malattia in questa zona, proponendo di anno in anno nuovi metodi e pratiche. Il campo di volontariato internazionale si colloca nel tentativo di ampliare gli sforzi nell’azione di consapevolizzare la popolazione locale.

I/le volontari/e del campo saranno impegnati/e in diverse attività, tra le quali: discussioni e dibattiti aperti al pubblico; preparazione e svolgimento di workshop sulla prevenzione e la cura dell’HIV/AIDS; attività di consulenza per genitori e bambini; visite ai circoli che svolgono attività con gli/le affetti/e dal virus e/o dalla malattia; realizzazione di performance teatrali a tema HIV/AIDS per diffondere e sensibilizzare sulla tematica; attività sportive e ludiche con la comunità locale; partecipazione a trasmissioni radiofoniche locali.

Come parte studio, verranno visitate le comunità dei vicini villaggi di pescatori, dove poi verranno svolte le performance teatrali. Molte visite si svolgeranno inoltre nei centri giovanili che svolgono attività di consulenza e negli ospedali dove si praticano i test.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Jonam.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Ecologismo e tutela dell’ambiente: un campo in Islanda

Ecologismo e tutela dell’ambiente: un campo in Islanda

Dall’8 al 16 novembre 2017 un campo in Islanda, a Reykjavík, centrato sull’apprendimento dei diversi aspetti della questione ambientale.

Attraverso una serie di workshops, verranno trattati argomenti che spazieranno dalle energie rinnovabili allo spreco alimentare, dai modelli di vita eco-sostenibili al consumo consapevole. Questo campo permetterà ai volontari e alle volontarie partecipanti di comprendere a fondo la questione ambientale e di assumere un approccio consapevole in quanto consumatori/trici.

I/le partecipanti del campo avranno la possibilità di visitare progetti locali centrati sull’ambiente, come ad esempio il centro di riciclo, del quale verranno spiegate le attività e i progetti portati avanti in prospettiva ecologica. Oltre alle visite a luoghi di interesse, i/le partecipanti collaboreranno alla tutela ambientale delle zone naturali attorno alla città attraverso attività manuali e pratiche.

Nella parte studio, i/le volontari/e discuteranno e apprenderanno a fondo le problematiche relative all’ambiente, su scala locale e globale, attraverso sessioni di teoria e pratica. Cambiamento climatico, gestione dei rifiuti, tutela delle specie animali, soluzioni sostenibili e tanti altri aspetti relativi all’ambiente e a questioni ecologiste saranno solo alcuni dei temi trattati.

La lingua del campo è l’inglese.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Nord nel mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Corso base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale” [V edizione]

Corso base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale” [V edizione]

Il Servizio Civile Internazionale organizza la quinta edizione del corso di base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale”, volto a favorire l’acquisizione degli strumenti progettuali legati al settore no-profit e all’attivismo sociale.

Per venire incontro alle numerose richieste provenienti da tutta Italia, per questa edizione lo SCI ha scelto di organizzare varie date tra ottobre e dicembre 2017:

  • Torino, 20-21 ottobre presso il Centro Studi Sereno Regis (Via Giuseppe Garibaldi, 13)
  • Napoli, 1-2 dicembre presso la sede di ERA Cooperativa Sociale (Via Nuova Poggioreale, 160/C)
  • Milano, 17-18 novembre in Viale Giovanni Suzzani, 273

Il corso è aperto a tutti/e e destinato in particolare a laureandi, neo-laureati e volontari legati al mondo della cooperazione internazionale e dell’associazionismo, e attivisti legati al mondo dei movimenti sociali.

Attraverso sessioni frontali, presentazioni interattive, sessioni di educazione non-formale, laboratori di idee, i/le corsisti/e – con il supporto di lavoratori impegnati da anni nel settore della progettazione – potranno acquisire le basi del ciclo progettuale e sperimentarsi nello sviluppo di proposte proprie.

Grazie alla sua articolazione e all’expertise maturato negli ultimi quindici anni dal Servizio Civile Internazionale, il corso è pensato per fornire elementi pratici di progettazione di base, con un focus specifico su quella europea. Non è necessario avere competenze specifiche in materia.


A seguire il programma completo del corso con tutte le informazioni relative alle modalità d’iscrizione, ai costi e alle agevolazioni.

Ambiti progettuali:

  • Mobilità internazionale
  • Cittadinanza attiva
  • Inclusione sociale
  • Partenariati internazionali

Alcuni progetti SCI:

  • Across the sea – testimonianze migranti tra le sponde nord e sud del Mediterraneo
  • Beyond Walls – supporto ai difensori dei diritti umani israeliani e palestinesi
  • Building Inclusive Paths – trasformazione e risoluzione nonviolenta dei conflitti
  • Grassroot Youth Democracy – l’acqua come bene comune e diritto umano in Europa, Sud America e Asia
  • Tutti Inclusi! – inclusione di rifugiati e richiedenti asilo in progetti di volontariato internazionale

INFO: info@sci-italia.it


Programma e modalità di partecipazione

PROGRAMMA valido per ogni città

Modulo I (Venerdì – h.10.00 – 13.00)

  • Presentazione del corso e group-building
  • Il ciclo del progetto: dalla definizione di progetto all’analisi delle fasi

Modulo II (Venerdì – h.14.30 – 18.30)

  • Analisi di contesto e degli stakeholders: dall’albero dei problemi al quadro logico
  • La logica di intervento progettuale: definizione di obiettivi, risultati attesi, attività e beneficiari

Modulo III (Sabato – h.10.00 – 13.00)

  • Elementi per la costruzione del budget: voci di spesa, eleggibilità, coerenza e pertinenza dei costi
  • La bandistica nazionale ed europea: criteri di eleggibilità

Modulo IV (Sabato – h.14.30 – 18.30)

  • Case studies e quadro logico: esempi di progettazione legata all’attivazione sociale
  • Project work – Laboratorio di idee progettuali

Analizzando i principi della progettazione, formulazione a gruppi di una proposta progettuale e verifica della stessa con confronto in plenaria.


Iscrizioni, costi e attestato

Iscrizioni: info@sci-italia.it (oggetto dell’e-mail “Iscrizione corso progettazione + città”, a seconda della città selezionata)

Scadenza iscrizioni:

  • Torino, 18 ottobre
  • Napoli, 29 novembre
  • Milano, 15 novembre

Numero massimo di persone: 15 per ogni corso

Costi del corso: 120 euro

Agevolazioni: sconto del 20% per chi prenota entro:

  • Torino, 13 ottobre
  • Napoli, 24 novembre
  • Milano, 10 novembre

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus, IBAN
IT69C0501803200000000101441

Causale: “Donazione corso progettazione + nome e cognome del/della partecipante”

(Nota: Tutte le donazioni a favore dello SCI sono fiscalmente deducibili o detraibili)

Attestato: verrà rilasciato un attestato di partecipazione a chi ha frequentato almeno l’80% delle ore del corso.

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte II]

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte II]

L’articolo è stato scritto da Way Farer, volontario argentino che ha soggiornato presso La Città dell’Utopia nel mese di aprile 2017, prendendo parte, tra le altre cose, all’organizzazione del Festival Internazionale della Zuppa. Le foto sono state scattate da Way Farer (qui la fonte originale dell’articolo).

Among the long-term volunteers this year, I also met Yana, from Ukraine. She has been in Casale for some months now and I had the opportunity to join a work camp (The Soup Festival) she coordinated. With a cheerful spirit, Yana consummates her desire to give by being a transparent water stream, with her deep will to learn about everything, embracing each one of the volunteers she was leading, reflecting all their gazes in her own eyes, delving into their stories and rescuing from each one of them not only the skills that better suited the context but also, and mainly, those that put them in contact with the best version of themselves (understanding by “best version” that instance of oneself that feels complete and realized). The authenticity and lightness of her movements is evidence of rivers that flow within herself, defining her silhouette with a precision worthy of those who know what they want and what they can do.

Damir, from Serbia, a philanthropic clown who knows how to transmute dense energies into air, with an acute perception of the world, attentive to details that most of us overlook. During the time I was living with this family in Casale (almost a month), there was no single day I wouldn’t be delighted by his timely smile and perspicacious insights. And, of course, the small glass with rakia, which he shared with us after the meals, had its best effects on the group: it not only shook away our siesta ambitions but it also pushed us to keep on working, inspired now also by that exquisite plumb elixir, made by the hidden dimensions of his family’s hands. From him I learnt, most of all, how necessary it is to laugh if one wishes to change the world. Now I am writing it down, I wonder, how ever would it be possible, truly, without the power of laughter? Why not using, in that extremely hard work, which will surely last all of our lives, the most non-lethal weapon that provokes mass rebellions?

Finally, the person who coordinates Casale, who makes sure, day by day, that this magnificent huge living house feeds and breathes the purest air, that its cells keep on restituting themselves efficiently. Who guarantees that its heartbeat is the healthiest possible: Silvio, an endearing long-haired Roman who smokes rolling tobacco called Pueblo, carries a kitchen lighter as a cigarette lighter and does not hesitate to use it anywhere, with the same spontaneity and grace as that of a child. A born activist, during his early youth he did several jobs until he got to Via Valeriano 3, where his name is on everyone’s lips for the simple reason that they trust him and believe in him. From skillfully and exquisitely cooking for events that take place in La Città, to interviewing the possible work camp coordinators, setting up sound equipment for festivals and exhibiting handyman and gardener expertise, or welcoming wandering friends (like me) as if they were brothers, Silvio is Casale; Casale is Silvio.

One evening, with a spritz drink in his hand, at the Chiringuito opposite the Basilica of San Pablo, while we shot the breeze a little, and also rambled on the labyrinthine doings of human emotions, the nonsense of foreign politics and the so-long-desired revolutions, he honestly and acutely stated: “Give me total freedom, or do not give me anything at all. Teach me to be a ‘leader’ of my own self so that, when the time comes, no one needs to lead anyone. That, for me, would be a perfect society. That means, as I understand it, to be a revolutionary.” The spirit of La Città dell’Utopia, a huge flow of amassed energy, in service of a better world.

All this, more or less, was what La Città dell’Utopia imprinted on my body this time.

And this is and will be for me not only this huge house in San Paolo neighborhood in Rome, but also any other place that believes in the progress of humankind, whose inhabitants are people “who do not have” any reason to help but, in spite of that, they help, giving that which the other really needs and not what any materialistic or idealistic philosophy or theory states they need.

A reason to speak your language when you are the only one in the group who does not speak their own and who, in spite of that, immediately recognize your presence and communicate in the language you speak.

Those people who include others in their world, and give them a room of their own, and gently let themselves be included in your world, appreciating you.

Who make room so that you can sit next to them even though the sofa is so small that it would not even be possible to swing a cat.

Failing to attest to beauty when one finds it and experiences it is maybe one of the worst things that delay our evolution, I think. Not so much to satisfy a moral or ethical imperative, but to speak up for those who disbelieve in apocalyptic predictions, those who still have not been convinced by the overwhelming machinery of mass media and existential pessimism that hold that the world will soon be over and that there is no new and close horizon at sight.

Yes, it is true we may be at war, my friends. Yes, it is true that insane people have come to power in more than one country. Yes, it is true that people are starving right now when I am writing, and you reading, this. No one could deny it.

But it is exactly for all those reasons that it is high time to focus the best of each one of us on what IS working, on what IS generating life, on those who day after day share their wellbeing and good will in this precise moment in which the change we have so long desired is in our hands.

There is another world emerging from underneath this one which is crumbling down. The new world is growing silently, without impositions, just because that will be its cornerstone. And, as I always say, we do not need to travel to begin to find its traces, or smell its fresh and sweet fragrance.

Maybe right now, right where we are, if we look again where we thought there was nothing worth noting, we may find a kindling spark.

Supportare il progetto Kikooba Infant School: campo in Uganda

Supportare il progetto Kikooba Infant School: campo in Uganda

Dal 24 ottobre all’11 novembre 2017 un campo in Uganda a supporto della scuola Kikooba, nata nel 1990 su azione dell’Uganda Pioneers Association.

Uno dei più interessanti progetti della UPA, la scuola Kikooba sin dall’inizio è riuscita ad attirare l’attenzione e coinvolgere la popolazione locale. Il fine del campo è svolgere attività didattiche e ludiche con i bambini e le bambine della scuola (circa 100) attraverso giochi, arte e lezioni. Inoltre, uno degli obiettivi è di costruire una casa che possa ospitare i volontari e le volontarie che verranno nel prossimo futuro.

I/le volontari/e partecipanti saranno impegnati/e in attività di tipo manuale, come la creazione di mattoni e il loro utilizzo nella costruzione, e in attività con i/le bambini/e.

Come parte studio verrà esplorata la collina di Kikooba e verrà visitato il tradizionale mercato di Bukomero.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Luganda.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Promuovere lo scambio interculturale: un campo in Tanzania

Promuovere lo scambio interculturale: un campo in Tanzania

Dal 5 al 18 novembre 2017 un campo in Tanzania, per favorire lo scambio interculturale con le piccole comunità locali.

Nonostante si dica che la popolazione mondiale ha recentemente superato i 7 miliardi di persone, in Tanzania (come del resto in altre parti del mondo) molte persone ancora incontrano a malapena qualcuno che non appartenga al proprio ristretto gruppo di familiari, amici o che sia parte della stessa comunità; e, ancora meno, riescono ad avventurarsi al di fuori del contesto in cui sono cresciute. Il campo, inserito nel progetto più ampio che promuove l’esperienza dello scambio interculturale, ha l’importante obiettivo di fare approcciare persone provenienti da ogni parte del mondo a una realtà alla quale non sono normalmente abituate, favorendo la caduta di barriere e distanze tra un campo e l’altro del globo.

Il progetto punterà a far emergere diversi aspetti culturali per abilitare i/le partecipanti a descrivere la vita economica, familiare e comunitaria delle persone (e quindi anche gli aspetti culturali e tradizionali) centrando il focus sulle persone stesse, e quindi ciò che fanno e come si comportano in un determinato luogo e ora. Verranno svolte molte attività quali la creazione di oggetti tramite la tessitura e l’intreccio di materiali, pittura con l’henné, cucina, e via dicendo. I/le volontari/e prenderanno parte a delle lezioni di swahili, di danza, canto e musica tradizionale. Molte di queste attività verranno svolte con i bambini e le bambine della comunità ospitante.

Come parte studio, verranno svolte discussioni, dibattiti, performance culturali e teatrali che vedranno coinvolte insieme volontari/e internazionali e persone della comunità locale.

La lingua del campo è l’inglese, quella locale il Kiswahili.

Leggi la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte I]

Little Big Stories in Rome II: La Città dell’Utopia 2.0 [Parte I]

L’articolo è stato scritto da Way Farer, volontario argentino che ha soggiornato presso La Città dell’Utopia nel mese di aprile 2017, prendendo parte, tra le altre cose, all’organizzazione del Festival Internazionale della Zuppa. Le foto sono state scattate da Way Farer (qui la fonte originale dell’articolo).

«La razza umana si trova

nella sua migliore condizione

quando possiede il più alto grado di libertà.»

Dante Alighieri

«La liberté est toujours auto-affirmation,
jamais réponse à l’ennemi.»

Miguel Benasayag

La Città dell’Utopia is a project of the SCI (Service Civil International) that takes place in Casale Garibaldi, in Rome’s San Paolo neighborhood. It constitutes a social and cultural laboratory dealing with key matters related to a new model of local and global development which is balanced, sustainable and fair. It is based on the concept of «social capital», according to which a region’s resources are not measured by economic indicators but by its capacity to generate social cohesion, inclusion and solidarity.

In this huge house in which, rumor has it, Giuseppe Garibaldi sojourned some time back in the XIXth century, volunteers from all over the world meet to experience cultural and generational exchanges in different activities. It is an open space for anyone who wants to participate, and it also works as headquarters for a number of organizations committed to working on issues such as immigration, childhood, sustainable lifestyles, gender equality and the promotion of culture.

I visited it for the first time in 2013. I remember that the decision to do a work camp there (the No Border Fest) was more inspired by a causality than it was motivated by a clear philanthropic intention: it was my first journey with open wings, I was beginning to test the heights and depths of what I was able to do, and I had correctly assumed that living for fifteen days in the company of “total strangers”, working with a common objective, would somehow give me the nudge I needed to finally let go of the past and gain new heights in my flight towards a different horizon. The experience turned out to be great. Not only because of the work camp itself but mainly thanks to the people I met and their life stories.

This year, the day that Spring began in the Northern hemisphere, I was arriving back again in Rome, for the third time. From Fiumicino to Termini, I gave in to the exhaustion of a whole day of intercontinental travelling and snoozed on the bus, to wake up in the city center itself, on a Wednesday at noon. I let myself go, backpacks and all, with the unstoppable flow of human energy descending into the dense atmosphere of subways: I did not need to check with any map because I knew that I had to take Line B, heading to Laurentina. As the recorded voice of the wagon announced the next stops, I felt that an invisible and indefinite part of my body began to expand. Cavour (the traditional via that ascends from the Italian capital’s heart up to the Piazza del Cinquecento); Colosseo (and I did not think about gladiators nor emperors, but just about the last time I had seen that monumental building, in 2013, when, together with my work camp mates, we had witnessed the LGTB Collective parade and we had wondered at such a perfect contrast of ancient history and vibrant new world); Circo Massimo (and, as a charioteer, I felt that two huge white horses pushed that invisible and indefinite part of me into even higher places); Piramide (where, as the myth goes, Romulus buried Remus); Garbatella (the mythical area built as a garden city around the Via delle Sette Chiese, which can easily be mistaken for a neighborhood in Buenos Aires)…

Thus, with the euphoric vibration that dominated my now completely lucid movements, the subway got to Basilica San Paolo, where an impressive church stands which, so they say, hosts the sepulcher of Paul of Tarsus (he who received god through lightning). I began to walk the three or four blocks that separate the subway station from Casale and, to my great joy, from a corner, the voice of a woman shouted my name in Italian. That first meeting after four years was like in a movie: the beautiful Giulia, an activist in La Città, was welcoming me literally open arms (it was at the corners of Pietro Giordani and via Gabriello Chiabrera). Besides being an activist, Giulia’s life story is worth including in a film (read her story and listen to her in this link).

Thus I finally got to Casale, which is also the home of long-term volunteers who give life, during the months they stay there, to many projects within La Città, adding up more than one heartbeat to the big heart of this space.

Via Valeriano 3, where little things happen, those things that utopians call insufficient and we, realists, believe essential. Where one understands from praxis that any theory is merely a hypothesis and that any legitimate change generates from whatever an individual body expresses they need, and not from supposedly scholarly discourses that proudly state what they know to be the basic needs of every man.  The Città dell’Utopia, where you can find people who understand that it is not time to wait until any condition is given, but that it is urgent and possible to create the minimum conditions required by the here and now. People who grow up at a personal level while they sow seeds of new ways and methodologies on the fertile soil they are standing on, which they till and water every single day, without falling into despair, much as though it would sometimes seem like the only thing to do.

Louison, from Tahiti, an activist as peaceful as, I guess, the Southern seas that saw her birth, who is fire burning more and more each time and that feeds mainly from Art. In her, universes of words are hidden, stages, clothes and emotions that are making one of the most prolific and colorful stagings of which she is the director and in which she exposes, courageously, her artistic body, telling stories that free all women around the world, empowering them and giving them back the innate right they seemed to have lost, placing them under the spotlight, turning them into examples of persistence and lively and creative nature. The igneous voices of Louison’s characters also redeem those who are left behind, those who suffer from the slavery imposed by the fervent advocates of what I understand to be humanity’s original sin: the belief that there is only one way. Also, Louison cooks the most delicious brownies I have ever tasted and she likes finding a place to sit in nature, under the sun, in cool days. It was she who taught me that it is not necessary to wield any sword to convince anyone of anything. That, as Whitman used to say, not more nor less than a presence of integrity can break loose in others the chains that do not allow them to walk (the truth of which has to be experienced in one’s own skin, needless to read or be told about it!).

Alessandra, from Italy, the perfect balance of beauty, intelligence, sensitivity, passion, authenticity, freshness and strength. The first day I saw her, she was weaving a papier mâché magic wand that a certain “signora pazza” had given her somewhere. She probably did not know it but, in her hand, that object, exotic to most people in the world, drawing indefinite doodles in the air of spring, spoke about her way of creating: the efficiency of simplicity, the unity of word, action and emotion, the trust in the truth that wherever we may be, we will always be surrounded only by those people with whom we will have the opportunity to create. In her, the loving energies of the Earth coalesce and create around her that which makes her what she is: a ragazza carina, able to embrace her pet dog, Tsipouro, with the same enthusiasm that she embraces her friends or a total stranger like I was the moment I arrived at Casale. Whatever omniscient and plainly happy authority in the world has said that to change the world magic is not needed?

 

bool(false)