Vi racconto il mio campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, Irlanda

Vi racconto il mio campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, Irlanda

L’articolo è stato scritto da Clara Brusamolino, che nell’estate 2016 ha partecipato a un campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, in Irlanda.

L’estate scorsa ho partecipato ad un campo di volontariato nel Parco Nazionale di Killarney, in Irlanda. Lo scopo era aiutare a liberare il territorio del parco da una specie infestante di rododendro, il Rhododendron ponticum. Questa pianta, modificata e introdotta in natura dall’uomo nel secolo scorso, ha causato la morte del sottobosco e degli alberi di vaste aree del parco, non permettendo ad altre piante di crescere nelle zone da essa occupate; per questo, da molti anni, i rangers del parco si occupano della sua disinfestazione e organizzano periodi di lavoro per gruppi di volontari.

In Irlanda, il mio gruppo era composto da quattordici volontari provenienti da ogni parte del mondo, dalla Spagna al Vietnam, da Taiwan alla Russia. Vivevamo tutti insieme in una grande casa in mezzo al bosco, a qualche minuto dalla strada principale del Parco Nazionale. Dormivamo in due grandi camere con i letti a castello e, oltre alla cucina e a quattro bagni, avevamo a disposizione una sala da pranzo con un grande tavolo ed una stanza che faceva da soggiorno. Non avevamo connessione a Internet e nemmeno i cellulari funzionavano alla perfezione, ma ciò era positivo, in realtà, poiché ci lasciava più tempo per parlare faccia a faccia e conoscerci meglio. (Per ogni evenienza, comunque, una connessione Wi-Fi era disponibile in un bar a una decina di minuti di cammino).

La giornata di lavoro iniziava verso le 10, quando i rangers del parco venivano a prenderci per portarci in taxi nel luogo in cui avremmo lavorato quel giorno; da lì era necessario camminare per qualche minuto prima di raggiungere la nostra destinazione effettiva, che era spesso abbastanza lontana dalla strada. Una volta arrivati, iniziava il lavoro vero e proprio, che consisteva nel tagliare le piante di rododendro e trattarne le radici con del diserbante, per evitare che ricrescessero. Il principio era quindi semplice, ma la pratica era abbastanza impegnativa, poiché per arrivare a tagliare le piante bisognava arrampicarsi qua e là sui pendii, strisciare nel bosco, oppure farsi strada tra gli alberi caduti a suon di cesoie. Per questo ci erano stati dati stivali, guanti e retine per la testa, per ripararci dagli insetti, ed era vivamente consigliato usare pantaloni e giacche impermeabili. Nonostante la fatica, comunque, ci si divertiva molto, e la cosa più piacevole era probabilmente mangiare tutti insieme intorno al fuoco all’ora di pranzo.

Verso le 4 del pomeriggio facevamo ritorno alla nostra casa, dove iniziava la lotta per poter fare la doccia per primi (purtroppo di docce ce n’erano solo due); poi facevamo merenda, preparata dai due volontari che quel giorno erano stati a casa dal lavoro per pulire e cucinare. Il resto del pomeriggio lo passavamo cucinando, chiacchierando e riposandoci, oppure accompagnando uno dei due coordinatori a fare la spesa. La sera, dopo aver cenato (e dopo il lungo lavaggio dei piatti), guardavamo film o facevamo attività insieme, come quiz inventati al momento, giochi di carte o da tavolo, oppure semplicemente chiacchieravamo del più e del meno. Una delle attività più interessanti è stata prendere un planisfero e, a turno, parlare del proprio paese di origine, evidenziandone gli aspetti positivi e negativi e rispondendo a domande e curiosità degli altri volontari. Talvolta, invece, ci recavamo in città, a Killarney, per fare un giro nei negozi o ascoltare un po’ di musica nei pub. Abbiamo persino provato a ballare una danza tipica irlandese!

Nel finesettimana abbiamo partecipato ad un giro turistico in barca sui tre laghi che si trovano nel parco. La durata era di circa un’ora e permetteva di vedere bellissimi scorci della foresta circostante. Un po’ meno piacevole era la pioggia scrosciante che si è abbattuta su di noi per tutta la durata della gita e che, sommata agli spruzzi sollevati dalla nostra barchetta, ha fatto sì che ci bagnassimo completamente nel giro di pochi minuti; è stata forse questa, però, la parte più divertente, e dopo una passeggiata di circa tre ore per tornare a casa, avevamo comunque abbastanza energia per cucinare una torta in occasione del compleanno di uno dei volontari. Oltre alle gite in barca, nella zona di Killarney ci sono molte altre attrazioni turistiche ed è possibile partecipare a tour guidati, ad esempio nel Ring of Kerry. Ovviamente a patto di controllare le previsioni del tempo.

Fare volontariato in Irlanda è stata un’esperienza molto interessante e sorprendente. È stato bellissimo lavorare immersi nella natura, sapendo di fare qualcosa di utile alla sopravvivenza di un luogo meraviglioso come questo parco. Mi ha anche permesso di incontrare molti nuovi amici, di confrontarmi con culture molto diverse dalla mia e, perciò, di crescere come persona. Conoscere persone provenienti dai luoghi più disparati del mondo allarga i tuoi orizzonti e ti fa capire che, in realtà, le cose che ci accomunano sono molto più grandi e numerose delle nostre differenze, e che queste differenze non sono altro che una ricchezza incredibile e un’occasione per imparare e migliorarci.

Migrazioni, “A Route To Connect”: in viaggio lungo la Balkan route

Migrazioni, “A Route To Connect”: in viaggio lungo la Balkan route

Dal 15 maggio al 2 giugno 2017, un viaggio lungo la cosiddetta “Balkan route”, aperto a giovani cittadini europei che abbiano meno di 30 anni. I paesi che attraverseremo sono Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia e Grecia, seguendo quello che era il corridoio umanitario usato da moltissimi per raggiungere l’Europa occidentale.

Il progetto è organizzato dal Service Civil International in collaborazione con i volontari e le volontarie indipendenti che lavorano nei campi profughi allestiti nella zona e lungo i confini.

Gli obiettivi del progetto:

  • Creare una rete sociale tra i cittadini europei e chi cerca riparo in Europa, cercando di alleviare il senso di isolamento che accompagna il viaggio di molti
  • Ascoltare le storie di chi è in viaggio o si trova nei campi profughi e cercare di portarle alla luce attraverso campagne e strumenti online
  • Supportare chi, lungo il proprio percorso, ha creato attività sociali e umanitarie autonome e invitarli ad unirsi anche al nostro progetto
  • Accrescere la propria esperienza sulla questione migratoria e sfruttare questa opportunità per diventare testimoni di questa ingiustizia, anche una volta tornati nel proprio paese.

Leggi qui tutti i dettagli del progetto.

Per presentare la propria candidatura, compilare il seguente modulo online entro domenica 12 marzo 2017.

Attenzione: i partecipanti italiani selezionati dovranno partecipare necessariamente a una delle formazioni di I livello organizzate da SCI-Italia.

Kenya, Kiburanga Community: l’esperienza di Ivana in Africa

Kenya, Kiburanga Community: l’esperienza di Ivana in Africa

L’articolo è stato scritto da Ivana De Pascalis, che racconta la sua esperienza in Kenya con un campo SCI presso Kiburanga Community, tra attività con i bambini e incontri con le famiglie della comunità.

E arriva il momento della partenza per il Kenya, dopo un periodo di preparativi fisici e mentali, assicurazioni, visti, biglietti, cosa portare, dubbi sull’indossare abiti chiari o abiti scuri, perché gli scuri attirano zanzare, anche se, in agosto, non ho trovato una zanzara neanche a pagarla, ma nonostante tutto giù di antizanzare. E questo? Mi servirà? Come farò a ricaricare gli apparecchi elettrici? Internet sì o internet no? E le foto? Nel mentre che perdi tempo tra queste decisioni….arriva il momento della partenza. Pronta?? Si può forse rispondere?

Insomma tra una cosa e l’altra, sei già al check-in, stomaco a frittella, agitazione ai massimi storici, ma una voglia di arrivare, vedere e vivere che non ti fa più pensare a tutto ciò! Volo tranquillo tra musica africana, film in lingua, qualche oretta di sonno. Atterri a Nairobi, capitale del Kenya, già da subito ti accorgi di cosa vuol dire esser dall’altra parte del tuo mondo: lingue, volti, colori, odori, regole diverse che forse è meglio conoscere (come per esempio che a Nairobi NON si fuma per strada. Ma dopo 12 ore di volo una sigaretta no? No, per strada No!). Aspetto all’aeroporto con sguardo incuriosito e speranzoso, che qualche anima pia mi venga a recuperare. E così accade, ovviamente con ritmi e tempi del “Sud”, Pole Pole (piano piano).

Fortunatamente la permanenza a Nairobi è breve (che caos dei sensi, olfattivi visivi uditivi), con nuova destinazione Kiburanga Community.

Dopo 9 ore di furgoncino, arrivi nel luogo in cui madre natura ha calcato più la mano. No asfalto (se non sulle arterie principali), alberi di banane, rocce imponenti, terra (sì, semplicemente terra, non coperta da case, marciapiedi, strade) e un mare di bambini sorridenti che ti corrono incontro, salutandoti, chi più chi meno timido, con un “Jambooo How Are You??!”. E da lì capisci che ora realmente la tua avventura è cominciata!

La struttura che ci ospita è composta da 3 casette (e mezzo) in mattoni, già un lusso considerando che nel circondario le case vengono costruite solitamente con terra, acqua e un po’ di cemento. Due di queste vengono usate per dormire, all’interno vi sono solo materassi a terra, borsoni e qualche letto usato dai volontari locali che vivono lì permanentemente. L’altra casa è una cucina (con angolo materasso per gli ospiti da una tantum). E nella mezza casetta composta in pratica da una veranda con tetto, vi è la cucina “estiva”, che prevede un angolo dove accendere il fuoco su cui cucinare la pasta con un mega pentolone e un angolo forno a legna che ha regalato a tutti una serata pizza, perché da buoni italiani nella “cena tema” abbiamo sfornato, su richiesta degli altri volontari, pizza per tutta la comunità!

Passiamo a loro…e a noi… Il campo SCI si è svolto in concomitanza con le attività di Eduka, un’importante associazione di volontariato spagnola, quindi eravamo a conti fatti 15 volontari internazionali e circa 7/8 volontari locali (diciamo che il numero dei volontari locali variava sempre un po’, alcuni erano “fissi” e altri spuntavano solo a volte, sopratutto la sera, per motivi lavorativi, organizzativi e anche un po’ per pigrizia. Sì, benvenuti, anche questo è Africa). Le giornate trascorrevano e il tempo correva tanto da non accorgerti quasi che le 3 settimane, quelle che pensavo fossero tante, finisco in un baleno, ma tu hai ancora una marea di cose da fare, da vedere e da vivere.

Le attività che si effettuavano erano principalmente di dopo scuola con i bimbi, quindi al mattino e nel pomeriggio si trascorreva il tempo con loro a giocare, ballare, cantare, colorare e chi più ne ha più ne metta, libero sfogo alla fantasia. Abbiamo addirittura fatto con loro delle lezioni di ginnastica (non immaginate quante risate si possano fare mentre si fanno dei semplici esercizi fisici come la ruota). In alternativa, si poteva collaborare con Eduka per terminare la costruzione di una scuola proprio nel cuore di Kiburanga.

Inoltre abbiamo anche sviluppato una classe di teatro con i bambini, con cui mettere in scena tre canzoni, tutti truccati come gli animali della savana.

Queste sono più o meno le attività che venivano svolte per i bimbi. Dall’altra parte poi ci sono le attività più “istituzionali” e quelle di “utilità sociale”.

Nelle prime inserirei le “Home Visits”, cioè degli incontri con le famiglie della comunità di Kiburanga, con cui confrontarsi e conoscere meglio la realtà, le ideologie, le abitudini e le mentalità diverse. Trattando argomenti come la poligamia, l’abuso di alcool da parte (sopratutto) degli uomini, il grande problema della pratica della mutilazione genitale femminile, la povertà, l’agricoltura, l’igiene. Ma si parlava anche, con più leggerezza, di come trascorrono le loro giornate e di quali sono i loro sogni per il futuro. Insomma un bellissimo momento di scambio culturale a 360 gradi!

Nelle attività di utilità sociale, invece, rientrano tutte le attività che a turno svolgevamo, come la pulizia del “bagno” e delle “docce”, dove per bagno si intende un piccolo “camerino” chiuso e coperto, al cui centro è stato creato un buco profondo circa 10 metri dove si poteva, via insomma, avete capito far cosa. La doccia, in pratica uguale, senza buco centrale, ma con solo piccola fessura laterale per lo scolo delle acque all’esterno. L’arte di arrangiarsi!

Tra le altre attività, la collaborazione (sempre a turno) in cucina e al lavaggio dei piatti, alla “spedizione” giornaliera sino al fiume per recuperare acqua utile al fine di cucinare e di docciarsi. Ah, dimenticavo, in Kiburanga Community non è presente acqua corrente e neanche elettricità. Come anticipavo prima, per le ricariche degli apparecchi elettronici si può far riferimento ai piccoli shops che si incontrano in “paese”, dove è inoltre presente un pub dove gustare una fantastica Tusker, birra kenyota, lager, nulla di eccezionale, se non che ti viene portata in bottiglie da 500 ml, accompagnata da arachidi bolliti non salati! Dopo una calda giornata africana, una birretta fa sempre piacere!

Altre attività che abbiamo svolto nel campo in Kenya sono state le “libere uscite”, cioè week-end di visita presso il Victoria Lake e il Safari nel Masai Mara, organizzati completamente dal partner SCI del Kenya. Victoria Lake, posto splendido, dove il lago si traveste da mare per la sua immensità, tocca tre paesi: Kenya Tanzania e Uganda. Dopo aver conosciuto e speso del tempo con bambini e famiglie del luogo, abbiamo girato su pietre e su scogli mastodontici a picco sul lago e tra calette nascoste e usato le barche a remi. Ma soprattutto, abbiamo nuotato e ci siamo goduti dei tramonti e delle albe sul lago, ancora oggi stampato perfettamente nella mia memoria.

Seconda uscita, un classico, Masai Mara con safari, girovagando alla ricerca di elefanti, zebre, giraffe, e se si ha fortuna di leoni, leonesse e ghepardi. Un paradiso incontaminato, inspiegabile, calmo, vivo, aperto. Il tuo sguardo li può vedere a 360 gradi, in tutte le direzioni, senza trovare ostacoli visivi, semplicemente Natura allo stato più puro! Considerate che queste uscite (sopratutto il Masai Mara) sono state dispendiose e fuori dai costi SCI. Purtroppo al safari non sei più un volontario, ma un turista, quindi…è anche giusto così!

Concludendo, passo alla parte emotiva. A ciò che questa esperienza, ma sopratutto il luogo e le persone incontrate, hanno lasciato in me. In primis, un senso di forza interiore e di crescita personale, per aver vissuto ed essere sopravvissuta tra le difficoltà linguistiche, la convivenza con altre persone differenti tra loro, in poco spazio e con pochi mezzi. Secondo punto: il vivere quotidiano, la “non fretta del vivere” e l’apprezzare la Vita, così com’è, con un gran sorriso!

In terzo, non saprei proprio che dirvi se non che ripartirei domani per l’Africa o per qualsiasi altro campo SCI, zaino in spalla e via!

Statement of the collaborators of Servizio Civile Internazionale: on the 8th of March, we too go on strike!

Statement of the collaborators of Servizio Civile Internazionale: on the 8th of March, we too go on strike!

To strike on the 8th of March is not a neutral decision. Conquest of the feminist struggles, it is no coincidence that this tool has been chosen for this day of action: it allows us to acknowledge that masculine violence structures every productive and reproductive space, public and private.

The strike of the 8th of March is part of a path begun in Argentina in June 2015 under the banner “Ni una menos”, where many women gathered to denounce femicide and actively demand a radical transformation of the society. With the complicity of governments, gender violence is being reinforced by neoliberal, racist and classist policies, that put women in a state of social and economical vulnerability. The Women March that took place in January 21st in the USA was the latest of many other significant days of mobilization of women since last year, from Argentina to Brazil, from Poland to Germany, from Turkey to Italy. In the context of a global crisis, the call “Non una di meno” for a strike in Italy responds to a transversal claim denouncing the exploitation of the informal, precarious and intermittent feminine economies.

The women, protagonists of the reproductive labour, are the ones who provide the conditions allowing the good functioning of this part of the economic sphere that is told as productive. A role imposed by the patriarchy ingrained in every society, which, absorbed by the capitalist system, brought with it the institutionalisation of the exploitation of women through the shallowness of the existing gender equality policies. Those only worsened the precariousness endured by women.

This is a political challenge: a global strike that stems from the will to break with the colonial and classist barriers between women; a global strike launched by a feminism that is intersectional and claims self-determination for women, transexual and intersex persons, lesbians, mothers, migrants, sex workers, all of them are workers.

The feminist strike takes back the public space and unmasks the different facets of masculine violence: the one we suffer at home, everyday in the streets, in recreational areas and in the workplace; the one that excludes women from the language, the one that negates the right to decide what to do with one’s body and that criminalises the migratory movements. The same violence that imagines as the sole viable family the one that consists of two people, a man and a woman.

This 8th of March, we too go on strike, because we recognize ourselves in the aims, contents and methods of this international call. Acknowledging there is still a long way to go, our association works daily to transform society so that it would support self-determination for the individual. We do it by implementing and promoting these contents through the tool of volunteering in our local and international activities.

On the 8th of March, we thus withdraw from productive and reproductive labour, we refuse the roles imposed on us inside and outside the workplace on grounds of gender. “If our lives have no value, we strike!”

Enjoy the strike everyone!

The collaborators of Servizio Civile Internazionale

“Scegli il tuo campo…e scappa!”: più di mille progetti di volontariato internazionale con lo SCI

“Scegli il tuo campo…e scappa!”: più di mille progetti di volontariato internazionale con lo SCI

“Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale…”. Into the Wild – Nelle terre selvagge

Più di 1000 progetti legati al mondo SCI, scegli il tuo e scappa dalla routine! Consulta il sito workcamps.info per trovare quello più adatto a te o contatta SCI Italia per partecipare agli incontri di formazione e partire.

Sono più di 600 i volontari che negli ultimi due anni hanno scelto di partire per un campo di volontariato con il Servizio Civile Internazionale: un’occasione unica per condividere esperienze con persone provenienti da contesti sociali e culturali diversi, e soprattutto un modo concreto di essere attivi nella società, dietro casa come dall’altra parte del mondo. Allo stesso modo, più di 30 realtà italiane (associazioni, enti locali, cooperative, gruppi informali) ogni anno collaborano con lo SCI per ospitare un campo di volontariato internazionale a supporto di azioni di pubblica utilità. C’è anche la possibilità di coordinare un campo di volontariato in Italia, occasione da non lasciarsi scappare per chi vuole cimentarsi nella gestione e facilitazione di gruppi.

Un campo è un progetto di volontariato internazionale della durata variabile – da 10 giorni a 4 settimane – in Italia o in Europa, Asia, Africa, America Latina e America del Nord.

In un campo di volontariato si lavora insieme, si prendono decisioni in maniera collettiva e si sperimentano stili di vita basati su reciprocità, comprensione, interazione e rispetto delle differenze culturali. Si supportano diverse attività: dalla tutela ambientale all’animazione con bambine e bambini, dall’organizzazione di festival culturali ad attività con rifugiati e richiedenti asilo, sino agli interventi civili in aree di conflitto.

Il primo campo del Servizio Civile Internazionale è nato dal sogno di Pierre Ceresole, un giovane pacifista che, dopo la I Guerra Mondiale, riunì giovani provenienti da tutto il mondo per ricostruire Esnes, un villaggio al confine tra Francia e Germania, paesi nemici durante la guerra. Oggi lo SCI è presente in più di 90 paesi e continua a portare avanti il messaggio di Ceresole attraverso attività concrete e campagne di sensibilizzazione e solidarietà.

Un esempio è la campagna internazionale Building Bridges che, dinanzi alle crescenti sfide poste dai flussi migratori causati da conflitti armati, sfruttamento delle risorse, imposizione di stili di vita altri e disastri naturali, vede lo SCI attivo con campi di volontariato a tema, seminari, azioni di solidarietà e incontri pubblici.

Questi sono solo pochi esempi rispetto agli oltre 1000 campi di volontariato internazionale ogni anno disponibili per partire e attivarsi nel mondo. E allora, che aspetti a partire?

SCEGLI IL TUO CAMPO…E SCAPPA!

Per maggiori informazioni sulle modalità d’iscrizione e partecipazione ai campi di volontariato, alle formazioni per coordinatori e sulla possibilità di ospitare un campo: www.sci-italia.it.

Per accedere all’elenco e alla descrizione dettagliata dei campi: www.workcamps.info.

Partecipa agli incontri di formazione di SCI-Italia e parti subito! [Primavera 2017]

Partecipa agli incontri di formazione di SCI-Italia e parti subito! [Primavera 2017]

Per alcun@ è stata una scuola di vita, per altr@ un modo per conoscere meglio se stessi e gli altri, per altr@ ancora semplicemente la via per fare chiarezza sull’esperienza del volontariato internazionale. Per noi, gli incontri di formazione restano una grande occasione di crescita, un modo per percorrere insieme un piccolo tratto di strada.

Ti aspettiamo agli incontri di formazione se:

Con gli incontri di formazione potrai avere tutte le risposte che cerchi: scegli il luogo più vicino a te e la data che preferisci e preparati a partire!

Incontri di I e II livello

Gli incontri di formazione si dividono in I livello e II livello e permettono di prendere coscienza dell’esperienza che stai pianificando di fare: dalla conoscenza dello SCI ai partner locali e internazionali, dalla motivazione che ci muove a partire al contesto con cui ti confronterai.

Inoltre, gli incontri permetteranno di inserire nel tuo bagaglio formativo strumenti utili per il tuo futuro lavorativo e non: comunicazione nonviolenta, risoluzione dei conflitti interpersonali, momenti di approfondimento su temi quali conflitti armati, migrazioni, tutela dell’ambiente.

Gli incontri di I livello durano una giornata, mentre gli incontri di II livello iniziano il venerdì sera e terminano la domenica pomeriggio.

Entrambi hanno carattere residenziale: è obbligatoria la permanenza durante tutto il tempo (anche il pernottamento nel caso degli incontri di II livello), perché sono anche momenti per condividere vita comunitaria e mettersi alla prova rispetto alla dinamica del campo di volontariato.

Gli incontri, salvo casi eccezionali, non sono selettivi, ma ovviamente avranno la funzione di portarti a capire se l’esperienza proposta è quella adatta.

Se vuoi partire per un progetto di volontariato internazionale in Asia, Africa, Mediterraneo e America Latina, è obbligatorio partecipare a entrambi i livelli di formazione.

Se lo spirito di un campo internazionale di lavoro è lo stesso in Scozia come in Ghana, o in India o in Nicaragua, ben diversa è la situazione che lo ospita, i messaggi e gli stimoli da mandare e da ricevere: la solidarietà corre sul filo del rispetto verso culture altre rispetto alla nostra. Condizioni logistiche ed ambientali particolari richiedono ovviamente uno spiccato senso di adattamento e grande sensibilità.

Ti invitiamo a scegliere la formazione più vicina a casa tua: cerchiamo di promuovere una formazione a km zero rispettosa dell’ambiente. Questo ci permetterà oltretutto di gestire la logistica nel migliore dei modi per offrirvi una formazione di massima qualità.

Date, luoghi e modalità d’iscrizione.

I livello

Per il I livello di formazione si richiede il tesseramento (20 euro) e un contributo di 10 euro per le spese di vitto ed eventuale alloggio. Per conoscere le modalità d’iscrizione o richiedere ulteriori informazioni sarà sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica associato al luogo e alla data scelti. In seguito, si dovrà allegare la prova del pagamento della tessera e del contributo.

Piemonte (Polo 365 – Corso Ferrucci 65/A, Torino)

01/04/2017
oppure
22/04/2017
Indirizzo e-mail: formazione@sci-piemonte.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT84U0359901899050188523414
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Lazio (La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma)

01/04/2017
oppure
13/05/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Lombardia

09/04/2017 (Casa delle Associazioni, via Marsala, 8, Milano)
oppure
06/05/2017 (Villa Tittoni, Desio, Monza)
Indirizzo e-mail: lombardia@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale
IBAN: IT56B0501801600000000123597
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Emilia-Romagna (Làbas, via Orfeo, 46, Bologna)

29/04/2017
Indirizzo e-mail: bologna@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Liguria

13/05/2017
Indirizzo e-mail: genova@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Veneto (Ca Hurria, via Frassinelli, 155, Olmo di Martellago, Venezia)

14/05/2017
Indirizzo e-mail: grupposcipadovanordest@gmail.com
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

Campania (Ex OPG Je Sò pazzo, via Matteo Renato Imbriani, 218, Napoli)

27/05/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it
Contestuale versamento della tessera e del contributo: euro 20 + euro 10

Modalità di pagamento: bonifico bancario a Servizio Civile Internazionale Onlus
IBAN: IT69C0501803200000000101441
Causale: contributo + tessera “nome e cognome”

II livello

Per il II livello di formazione è previsto contributo di 30 euro per le spese della struttura ospitante. Per iscriversi, sarà sufficiente inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica associato al luogo scelto. Il contributo potrà essere versato sul posto.

Piemonte (Berzano di Tortona)

26-28/05/2017
Indirizzo e-mail: formazione@sci-piemonte.it

Lazio (La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma)

9-11/06/2017
Indirizzo e-mail: campisud@sci-italia.it

I + II livello

Sardegna (Castiadas, Cagliari)

3-4/06/2017
Indirizzo e-mail: sardegna@sci-italia.it

Per l’incontro in Sardegna, oltre al contributo di 30 euro, sarà necessario effettuare il tesseramento allo SCI (20 euro).

 

“Smile Restaurant”: scopri il Vietnam attraverso il volontariato

“Smile Restaurant”: scopri il Vietnam attraverso il volontariato

Dal 5 al 17 giugno 2017, un campo di volontariato presso lo Smile Restaurant gestito dall’HCMC Charity Foundation, che offre pasti caldi a prezzi agevolati a studenti, migranti e lavoratori locali dell’area di Ho Chi Minh City, Vietnam.

I volontari e le volontarie saranno coinvolti in tutte le attività del ristorante. Se hanno esperienze come cuochi/e, potranno cucinare direttamente i pasti. Diversamente, parteciperanno alla loro preparazione, sistemeranno i tavoli e serviranno gli ospiti.

L’alloggio è previsto in un dormitorio con 7-9 persone per stanza, con bagno e docce condivise. La casa è provvista di wi-fi, televisione, frigorifero e spazio cucina.

La lingua del campo è l’inglese.

Si richiede che i volontari interessati abbiano una forte motivazione e siano preparati al lavoro, entusiasti e capaci di portare avanti con attenzione le mansioni che verranno loro affidate. Precedenti esperienza nell’ambito della ristorazione – specialmente come chef – sono estremamente gradite.

Leggi qui la scheda completa del campo.

Attenzione: per partecipare a questo campo, è necessario avere almeno 20 anni e prendere parte agli incontri di formazione pre-partenza organizzati da SCI-Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Weekend di volontariato a Murisengo: la Comunità “Al Gallo” ti aspetta

Weekend di volontariato a Murisengo: la Comunità “Al Gallo” ti aspetta

ll Servizio Civile Internazionale – Gruppo Piemonte, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Pantarei, organizza un minicampo presso la Comunità “Al Gallo” di Murisengo (AL) nel week-end dell’11-12 marzo 2017.

Gli obiettivi principali del minicampo riguarderanno la preparazione e la manutenzione dell’orto, la cura e la pulizia del sottobosco e dei sentieri adiacenti la Comunità. Altro obiettivo fondamentale del minicampo è inoltre quello di socializzare e creare relazioni con gli ospiti della Comunità “Al Gallo”.

Per partecipare è prevista una quota di 5€ più la tessera socio SCI 2017 (20€).

Date: da sabato 11 a domenica 12 marzo 2017 (ci sarà la possibilità di arrivare già dal venerdì sera).

Luogo: Cooperativa Pantarei – Cascina Al Gallo – via Torino 110, Murisengo (AL).

Quota campo: 5 € più tessera associativa SCI 2017 (20€).

Numero volontari: 10.

Pernottamento: all’interno della struttura (portare materassino e sacco a pelo).

Cosa portare: vestiti, guanti e scarpe da lavoro, materassino e sacco a pelo.

Informazioni e iscrizioni: entro mercoledì 8 marzo a minicampi@sci-italia.it.

“La Cooperativa PANTA REI  si propone di realizzare iniziative di appoggio educativo ed assistenziale attraverso l’organizzazione e la gestione di strutture e servizi volti a soddisfare i bisogni della collettività ed in particolare a favore di persone a vario titolo portatrici di disagio.

Ancora oggi, per scelta, la Cooperativa gestisce micro-strutture ritenendo che la dimensione “familiare” possa essere un modello capace di rispondere in modo più flessibile alle diverse esigenze degli ospiti ed anche di chi all’interno della Cooperativa lavora.
In particolare nella Comunità di tipo Famigliare denominata “Cascina al Gallo” è nato negli ultimi anni un progetto di “Ortoterapia”, intesa come attività terapeutica legata alla coltivazioni di ortaggi ma anche come cura e tutela del paesaggio e del territorio (ad esempio con la pulizia del sottobosco e dei sentieri adiacenti la comunità..)”

http://www.pantareiscs.it/

Ecuador, volontariato tra riserve naturali e comunità cittadine

Ecuador, volontariato tra riserve naturali e comunità cittadine

Dal 2 al 22 luglio 2017, un campo di volontariato nella riserva Chiriboga e ad Atacames, in Ecuador.

La Fundazione Proyecto Ecológico Chiriboga protegge una riserva naturale dove fauna e flora sono in via d’estinzione, e procede a lavori di riforestazione. Nella riserva, si può incontrare una straordinaria varietà di uccelli e mammiferi, come orsi, cuchuchos, piccoli giaguari, cervidi.

I volontari parteciperanno alle attività quotidiane dell’associazione nella riserva. Si occuperanno, ad esempio, di ripulire i sentieri, potare gli alberi, mungere le mucche, fare il formaggio, seminare nel giardino.

Ad Atacames invece, nella Provincia di Esmeraldas, i volontari aiuteranno alla ricostruzione delle case delle famiglie colpite dai terremoti.

Durante la prima parte del campo, si alloggerà nelle case della Fundazione Proyecto Ecológico Chiriboga, dove i volontari condivideranno dormitori e servizi igienici. Ad Atacames, saranno delle famiglie locali a provvedere ai volontari con vitto e alloggio.

La lingua del campo è lo spagnolo.

Se ti piace la natura e vorresti scoprire l’Ecuador immergendoti nella sua quotidianità, questo campo è fatto per te!

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Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Zanzibar: volontariato nelle foreste di mangrovie dell’isola

Dal 26 giugno al 14 luglio 2017, un campo di volontariato in Tanzania, nell’Isola di Zanzibar.

Il progetto è stato pensato come supporto ai comitati locali di gestione dell’ambiente. Le foreste di mangrovie sulla costa sud ovest dell’Isola di Zanzibar sono state duramente danneggiate dalle attività umane, come discariche di rifiuti, cattive pratiche di pesca, incendi, tagli significativi nei boschi per usi commerciali e attività di costruzione. Ne risultano un aumento del livello dell’acqua, l’estinzione di più specie di alberi, siccità, mutazione dell’acqua dolce in acqua salata, etc.

Tra le varie attività, i volontari e le volontarie saranno coinvolti nella sensibilizzazione sui temi ambientali, nella raccolta dei semi di mangrovia, e nella piantagione di alberi (a seconda del tempo).

In più, avranno l’opportunità di familiarizzare con la cultura e la lingua locali. I volontari proporranno anche loro corsi di lingua, volti all’empowerment delle donne e dei giovani del posto, la cui conoscenza di lingue straniere contribuisce allo sviluppo delle attività economiche locali.

Durante il loro tempo libero, i volontari avranno l’opportunità di visitare le varie attrazioni di Zanzibar. Possono essere organizzate visite di gruppo. Possibili attività sono: Safari blue (nuotare, snorkeling, pranzo pesce e frutti di mare, sports sui banchi di sabbia), Beach & Nature trip (visita della foresta Jozani, spezie tour, nuoto coi delfini) e il tour di Stone town.

La lingua del campo è l’inglese, ma i volontari avranno l’opportunità di imparare il Kiswahili, la lingua nazionale a Zanzibar – Tanzania – e in alcuni altri paesi dell’Africa.

Se hai l’anima di un ecologo, foreste e banchi di sabbia ti fanno impazzire, e vorresti avvicinarti all’Africa, questo è il campo che fa per te!

Leggi qui la scheda completa del campo.

Questo progetto fa parte dei programmi Nord/Sud. I volontari devono avere almeno 20 anni e aver preso parte alle formazioni (primo incontro e 2 livello) di preparazione organizzate dallo SCI Italia.

Per maggiori informazioni sui campi SCI nel Sud del mondo, ecco la pagina dedicata.

Tutti i campi di volontariato del Servizio Civile Internazionale sono consultabili sul database www.workcamps.info.

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