IX Festival Internazionale della Zuppa di Roma

IX Festival Internazionale della Zuppa di Roma

Domenica 10 aprile 2016 alla Città dell’Utopia si terrà la IX edizione del Festival Internazionale della Zuppa di Roma

IX_festival_della_zuppa_1Domenica 10 aprile 2016 presso il Casale Garibaldi sede de La Città dell’Utopia (Via Valeriano 3f, San Paolo, Roma) si terrà la nona edizione del Festival Internazionale della Zuppa di Roma, un evento rivolto agli abitanti dell’VIII municipio e a tutto il territorio di Roma.

Le origini del Festival Internazionale della Zuppa risiedono nella città di Lille, nel lontano 2001, ottenendo poi una grande diffusione in tutta Europa: Berlino, Cracovia, Barcellona, Madrid, Francoforte, Bologna e, grazie al Servizio Civile Internazionale, finalmente anche a Roma nel 2008 presso la Città dell’Utopia, nel cuore del quartiere San Paolo.

La zuppa è un piatto presente in tutte le tradizioni culinarie del mondo, quasi un filo conduttore che lega tra loro culture differenti senza però renderle uguali, anzi sottolineando la propria unicità. La zuppa è un piatto semplice e popolare, può essere preparata con gli ingredienti più umili e basilari e risultare comunque unica e gustosissima: come una comunità in cui ciascuno apporta il suo contributo per il raggiungimento di un risultato comune, senza che nessuno prevarichi l’altro!

IX_festival_della_zuppa_2Il Festival, quindi, si propone di costruire e promuovere senso di comunità e socialità, essendo questi valori fortemente a rischio nella città di Roma. I provvedimenti amministrativi attuati dalla giunta Marino, e successivamente dal commissario Tronca, prendono di mira tutte le realtà che in questi anni hanno creato socialità, recuperato luoghi degradati dall’abbandono, promosso cultura e sport accessibili, continuando a rendere vivi i quartieri della città di Roma. Molti spazi frutto di questa partecipazione attiva sono oggi sotto sgombero e rischiano di vedere spazzato via il patrimonio di relazioni e di comunità costruite. Dedichiamo questo Festival della Zuppa proprio a tutti questi spazi sociali e culturali e alla loro resistenza di cui siamo parte e che è fondamentale per la vita democratica di Roma.

Anche quest’anno i temi del riuso e del riciclo saranno fondamentali, messi in pratica attraverso l’utilizzo di bibite alla spina e acqua gratis per ridurre gli imballaggi e una raccolta differenziata ben impostata.

Il Festival Internazionale della Zuppa di Roma è un evento a cui possono partecipare tutti: associazioni, collettivi, famiglie e singoli cittadini. Vi aspettiamo, sia come assaggiatori, che come cuochi!
I cuochi partecipanti si contenderanno quattro premi molto ambiti: il mestolo d’oro, il mestolo d’argento, il cucchiaio di legno e il premio del riciclo assegnato dalla giuria bambini. Ad arricchire la giornata ci saranno concerti, artisti di strada, laboratori per tutte le età, spettacoli di teatro, giochi per grandi e piccini.

Domenica 10 aprile 2016, La Città dell’Utopia (Via Valeriano 3f, San Paolo, Roma)

IX_festival_della_zuppa_3Programma:

Dalle 10.00 – “Ludopia: costruiamo la città ideale!” – laboratorio di gioco e riciclo creativo libero e aperto a tutt*, con incursioni clownesche (a cura di Eduraduno ed i clown di “Un sorriso nel sociale”)
– Apertura ludoteca itinerante (costruire con le tavolette, disegnare con le calamite)

Ore 12.00 – Apertura iscrizione delle zuppe in gara presso lo Zuppen Desk
– Grande riffa “Ruota la Zuppa”: vinci la bicicletta della CicloUtopia
– Canti resistenti con il “Coro Sgarbatello” (La Villetta – direttrice Nora Tigges)

Ore 12.30 – Chiusura festosa del laboratorio con le murghe

Ore 13.00 – Pranzo a cura della Biosteria dell’Utopia

Ore 15.00 – Incursione di teatro di strada “Sulla stessa barca”, a cura del Progetto Accoglienza

Ore 15.30 – Chiusura Zuppen Desk

Ore 15.45 – Concerto dei JUBOO PROJECT (funk)

Ore 16.00 – Assaggi zuppeschi: contest con ricchi premi e cotillón

Ore 17.00 – concerto dei LOS3SALTOS (powerfolk murghero, cumbia)

Ore 17.30 – Premiazione

Ore 18.00 – Festa di chiusura con i LOS3SALTOS

Verso il referendum del 17 aprile: perché “Sì”

Verso il referendum del 17 aprile: perché “Sì”

Il 17 aprile 2016 si svolgerà il referendum popolare contro le trivellazioni. L’impegno civile dello SCI

Referendum_17_aprileL’impegno civile dello SCI in difesa delle risorse naturali in quanto beni comuni costituisce per noi una scelta prioritaria che si è tradotta in questi anni nell’adesione alla campagna referendaria sull’acqua pubblica, nel sostegno alle principali lotte portate avanti a livello territoriale in Italia e all’estero: dal movimento No TAV alla campagna Patagonia sin represas (Patagonia senza dighe).

Siamo solidali con tutte le esperienze di gestione delle risorse naturali che, sfidando i modelli imposti dall’alto, prevedono un ruolo centrale delle comunità locali, una minore impronta ecologica ed un’economia che offra risposte adeguate ai bisogni reali della popolazione. Per questa ragione abbiamo organizzato campi di volontariato con i movimenti No TAV e No MUOS in Italia, così come in Cile presso una comunità mapuche il cui territorio è messo in pericolo dalla costruzione di varie dighe, esponendo al rischio di espulsione le comunità locali.

Il referendum del 17 aprile tocca tutti questi aspetti, per noi fondamentali.

“Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”

Questo è il testo del quesito referendario. Una domanda secca e semplice, con un contenuto strettamente politico che ci interroga e ci mette dinanzi al giudizio delle generazioni che verranno. Quale futuro vogliamo scegliere?

Il passato e il presente sono già stati scelti per noi, con politiche volte allo sfruttamento delle risorse naturali fino a farle scomparire, a favore di una crescita consumista volta all’imposizione di un unico modello di vita mirato all’ottenimento di benefici economici per le elites minoritarie. Il referendum del 17 aprile, come quello del 2011, ci chiede se vogliamo andare in un’altra direzione.

Quale direzione? Una direzione che porti all’abbandono di scelte economiche legate allo sfruttamento di combustibili fossili, a favore dell’utilizzo di energie rinnovabili che sia in armonia con l’ambiente circostante e le comunità locali. È di questi giorni la notizia (1) che lo scorso mese di febbraio è stato il più caldo di sempre rispetto alla media registrata nel periodo 1951-1980 per lo stesso mese. Un aumento di temperatura che deriva dall’amplificarsi dell’effetto serra, causato da gas quali l’anidride carbonica e altri che provengono da massicci processi di estrazione e produzione industriale.

Nel prossimo mese si sentiranno spesso le parole “naif” e “buonisti”, ma è davvero naif e buonista voler provare ad agire sulle cause che hanno portato  alla distruzione dei territori in cui viviamo? A noi sembra solamente la cosa più pratica e realista da fare, consapevoli che immaginare altri mondi possibili presenta un percorso lungo, tortuoso e incoerenze residuali. Vogliamo tirarci davvero indietro di fronte ad una sfida così importante? Il peggio è stato fatto, la devastazione dell’ambiente e, di conseguenza, delle persone è dinanzi agli occhi di tutte/i.

Una sfida così difficile non può essere affrontata da soli, soprattutto se il governo ha scelto la prima domenica utile per legge per indire il referendum, nel tentativo di non far decollare una campagna referendaria di massa. Un governo le cui politiche economiche puntano nettamente ai combustibili fossili, una direzione che lega le trivellazioni a largo delle coste italiane ai mai celati intenti bellici per tutelare i giacimenti sulla sponda meridionale del Mediterraneo: questo referendum e il futuro intervento in Libia sono legati dal medesimo tema. Sostenendo il primo potremo esprimere il nostro rifiuto per il secondo. Lo si può fare solamente creando una rete di solidarietà attiva in tutta Italia e che agisca sui territori.

La nostra posizione è dunque chiara. La risposta al quesito referendario non può essere che una: sì!

(1) The Guardian – February breaks global temperature records by ‘shocking’ amount

Servizio Volontario Europeo in Belgio con SCI International

Servizio Volontario Europeo in Belgio con SCI International
La Segreteria Internazionale SCI, con sede in Belgio, cerca due volontari/ie che siano disponibili per un progetto di Servizio Volontario Europeo della durata di un anno, dal primo ottobre 2016 al 30 settembre 2017.

European Voluntary ServiceSono aperte le seguenti posizioni:

  • PR & Communication
  • Supporto alla campagna “Building Bridges” e Fundraising

Per entrambe le posizioni è previsto per il/la volontario/ia un pocket money mensile di 110 euro (esclusi vitto e alloggio).

Per candidarsi, mandare CV e motivation letter in inglese all’indirizzo e-mail evs@sci-italia.it ENTRO LE ORE 12 DEL 24 MARZO 2016.

Leggi qui la call completa di tutti i dettagli.

Racconto da un campo in Tanzania

Racconto da un campo in Tanzania

L’articolo è stato scritto da Alice Giusti, che nell’agosto 2013 ha partecipato a un campo in Tanzania, in una scuola meterna di Mbande, Temeke. Il suo racconto ha vinto il Concorso Campi indetto da SCI-Italia.

Il mio taxi avanzava lentamente nel traffico di Dar es Salaam, Tanzania, mentre il mio aereo volava via, volava via con i miei compagni di viaggio, volava via con le mie paure, volava via con quella tristezza di tornare a casa che mi aveva convinta a rimanere ancora. Il mio taxi avanzava lentamente mentre la voglia di riabbracciare i bimbi, le maestre, i miei nuovi amici mi faceva sentire viva, viva come mai mi ero sentita prima di quei giorni trascorsi in quel continente imperfetto: l’Africa. Il mio viaggio di ritorno al campo era accompagnato dalla tipica musica locale, una musica allegra, ritmica e tanto profonda da riflettere la molteplicità di colori di quei luoghi. L’uomo al volante era incuriosito dalla mia storia: una donna partita da sola dall’Italia per…per…

Il primo giorno di scuola, mi ritrovai davanti la casa di una maestra. Davanti la porta di entrata tante scarpe piccole e colorate. Oltre la porta d’entrata tante vocine squillanti che ripetevano le vocali. Varcata quella porta, improvvisamente il silenzio. Una trentina di bambini, seduti e sdraiati su un tappeto rosso, lercio, mi guardavano meravigliati, con quegli occhioni neri che raccontavano tante storie diverse. Alla lavagna una donna. Una donna magra, non troppo alta, con il volto coperto dal burqa. Immediatamente mi fu offerta una sedia, ma la voglia di far parte di quel mondo mi fece sedere a terra accanto a loro che subito mi chiamarono “Madame Alice”. “Madame Alice” sentivo risuonare tra le capanne quando il pomeriggio passeggiavo, “Madame Alice” ripetevano migliaia di volte quaranta bimbi quando volevano mostrarmi come avevano scritto bene la lettera “A”. Mi fu immediatamente chiaro che non ero lì per insegnare l’inglese, che in venti giorni non avrei potuto insegnargli la matematica. Io ero lì per provare a mostrare altro a quei bimbi: che l’”uomo bianco”, il muzungo, non è solo ricco, “fraccomodo” e “superiore”; io ero lì per “condividere” non per “insegnare”. E così mi ritrovai a ballare e a cantare con loro, a parlare la loro lingua, a memorizzare tutti i loro nomi. A ricreazione imparammo a lavarci le mani a vicenda, a metterci in fila e soprattutto a rispettarla. Trovammo un trucco per allacciare le scarpe di 3 numeri più grandi e per fermare le gonne delle bimbe senza bottoni. Mentre la maestra allattava suo figlio io andavo con gli altri a caccia di colori. Gli alunni erano abituati a ripetere le parole e i numeri a memoria ma poi… non sapevano riconoscerli.

Il burqa della maestra era ormai diventato solo un accessorio. Quello che inizialmente mi era sembrato un muro invalicabile ora era un affascinante simbolo della sua cultura, del suo essere.

La proprietaria della scuola si chiamava Stella. Stella era una bella donna di una quarantina d’anni, anche lei indossava il velo e teneva tantissimo alla sua immagine, ai suoi abiti coloratissimi che stirava con un vecchio ferro a carbone, mentre nella stanza accanto facevamo lezione. Stella era sposata con un uomo che tutti i pomeriggi andava da un’altra donna. Stella non poteva avere figli e per questo aveva aperto la sua casa ai figli degli altri. Stella amava i miei pantaloni, i miei capelli lunghi, Stella diceva sempre che voleva sentirsi libera come me. Che voleva essere forte come me. In realtà io non mi ero mai sentita così libera e così forte prima di allora.

Il mio taxi non avanzava più lentamente ma sfrecciava tra le capanne dove vendevano di tutto: uova, fagioli, banane, bottiglie d’acqua e ricariche telefoniche. Quando il taxi si fermò davanti alla scuola, alla radio la musica ancora suonava. I bimbi però non si accorsero subito di me. Era l’ora della ricreazione e l’emozione fu enorme quando mi accorsi che tutti in fila, insieme alla maestra, cantavano le mie canzoni mentre si lavavano le mani. Guardai l’uomo che mi aveva accompagnato fin lì e aveva ascoltato curioso la mia storia. La storia di una volontaria che dopo venti giorni di campo aveva gettato il suo biglietto aereo per tornare ancora indietro. La storia di una donna, partita da sola dall’Italia per… per trovare quelle emozioni semplici che si porterà dentro per tutta la vita.

SVE in Olanda in fattoria, call aperta!

SVE in Olanda in fattoria, call aperta!
Call aperta per due volontari/e nell’ambito di un progetto di Servizio Volontario Europeo in Olanda, dal primo ottobre 2016 al primo ottobre 2017.

SVE a DrogehamCall aperta per due volontari o volontarie nell’ambito di un progetto di Servizio Volontario Europeo in Olanda, dal primo ottobre 2016 al primo ottobre 2017, presso la fattoria Stifting Wurkgroup Butengebiet Droegeham.

La fattoria si trova nel piccolo villaggio di Drogeham, nel nord dell’Olanda, e organizza diverse iniziative, comprese visite scolastiche alla struttura e nella natura circostante, con l’obiettivo di stimolare adulti e bambini a prendersi cura dell’ambiente e a portare avanti attività ecosostenibili nella regione di Drogeham.

È preferibile che il/la candidato/a abbia una minima conoscenza della lingua olandese.

Leggi qui la call completa.

Per candidarsi al progetto mandare CV e motivation letter all’indirizzo evs@siw.nl entro il 25 marzo 2016.

Corso base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale”

Corso base in “Progettazione Europea e Attivazione Sociale”

“Dall’introduzione teorica agli strumenti pratico-operativi per pianificare e gestire progettualità legate al sociale”

FotoCasale

1-2 aprile 2016, La Città dell’Utopia, via Valeriano 3F, Roma

 (metro San Paolo, 200m dall’Università degli Studi Roma Tre)

Descrizione del corso

Il Servizio Civile Internazionale organizza la seconda edizione del corso di base in “Progettazione europea e attivazione sociale”, volto a favorire l’acquisizione degli strumenti progettuali legati al settore no-profit e all’attivismo sociale. Il corso è destinato a: laureandi, neo-laureati e volontari legati al mondo della cooperazione internazionale e dell’associazionismo, e attivisti legati al mondo dei movimenti sociali.

Attraverso sessioni frontali, presentazioni interattive, sessioni di educazione non-formale, laboratori di idee, i/le corsisti/e – con il supporto di lavoratori impegnati da anni nel settore della progettazione – potranno acquisire le basi del ciclo progettuale e sperimentarsi nello sviluppo di proposte proprie.

Grazie alla sua articolazione e all’expertise maturato negli ultimi quindici anni dal Servizio Civile Internazionale, il corso è pensato per fornire elementi pratici di progettazione di base, con un focus specifico su quella europea.

Non è necessario avere competenze specifiche in materia.

A seguire il programma completo del corso con tutte le informazioni relative alle modalità d’iscrizione, ai costi e alle agevolazioni.

Ambiti progettuali

  • Mobilità internazionale
  • Cittadinanza attiva
  • Inclusione sociale
  • Partenariati internazionali

Alcuni progetti SCI

Across the sea – testimonianze migranti tra le sponde nord e sud del Mediterraneo

Beyond Walls – supporto ai difensori dei diritti umani israeliani e palestinesi

Building Inclusive Paths – trasformazione e risoluzione nonviolenta dei conflitti

Citizens Beyond Walls – estremismi di destra e buone pratiche di reazione nell’Europa contemporanea

Grassroot Youth Democracy – l’acqua come bene comune e diritto umano in Europa, Sud America e Asia

Per informazioni

info@sci-italia.it

Scarica il programma del corso e le modalità di partecipazione

Servizio Volontario Europeo a Madrid

Servizio Volontario Europeo a Madrid
Il Servicio Civil Internacional Madrid cerca un/una volontario/a per un progetto di 10 mesi, per la promozione del volontariato internazionale.

SVE MadridIl nostro partner spagnolo Servicio Civil Internacional Madrid cerca un/una volontario/a per un progetto della durata di 10 mesi, dal primo dicembre 2016 al 31 ottobre 2017.

L’obiettivo principale del progetto è la promozione del volontariato internazionale, concepito come un fattore di cambiamento e di sviluppo sociale. Il/la volontario/a collaborerà a questo scopo alle attività di SCI Madrid, supportando lo staff locale.

Sono previste 6 ore di lavoro, 5 giorni alla settimana. Il/la volontario/a riceverà un pocket money di 635 euro al mese ma dovrà provvedere autonomamente a vitto e alloggio.

Al/alla candidato/a è richiesto un forte interesse nel multiculturalismo. È considerata titolo preferenziale una precedente esperienza nell’ambito del volontariato locale o internazionale. Sono altresì necessarie una conoscenza medio-alta della lingua spagnola e di quella inglese.

Il termine ultimo per candidarsi è il 18 aprile 2016, inviando CV e motivation letter in inglese all’indirizzo oficina@ongsci.org

Leggi qui la call completa.

The Reggae Circus Special Acqua Edition

The Reggae Circus Special Acqua Edition

SCI-Italia e LOA Acrobax presentano, a Roma, una serata di festa per chiudere il progetto Grassroot Youth Democracy, promosso dallo SCI Italia e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

The_reggae_circusSCI-Italia e LOA Acrobax presentano una grande serata di festa per chiudere il progetto Grassroot Youth Democracypromosso dal Servizio Civile Internazionale Italia Onlus e dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, sostenuto dal programma Erasmus+, volto a promuovere la cittadinanza attiva a livello globale sui temi dei diritti e della democrazia.

L’artista Adriano Bono ci dedicherà per questo una Special Acqua Edition del suo Reggae Circus, venerdì 11 marzo presso LOA Acrobax,  via della Vasca Navale, 6, Roma. Musica, arti circensi, video, ma soprattutto un ospite d’eccezione: Tonino Carotone!

Qui il link all’evento.

Prima della festa, mercoledì 9 marzo, un convegno presso la Facoltà di Lettere Roma Tre illustrerà i risultati raggiunti da questo lungo progetto, attraverso un percorso lungo un anno. Un’occasione di confronto per costruire strumenti concettuali da poter mettere nella propria cassetta degli attrezzi. Non abbiamo necessità di chiudere in bellezza, ma di aprire uno squarcio di ragionamento critico, proporre e supportare le strade che conducano verso nuove garanzie e nuovi equilibri.

Interverranno:

  • Presentazione_stagione_campi_2016Prof. Giacomo Marramao, Professore di Filosofia e Preside della Facoltà di Filosofia dell’Università degli studi Roma Tre

  • Stefanie Roth, Attivista ambientale franco-svizzero e si occupa di ambiente, patrimonio e questioni sociali, con un’attenzione specifica a miniere e agricoltura
  • Marica Di Pierri, Attivista e giornalista, si occupa da anni di tematiche ambientali e sociali, con l’associazione ASud

  • Paolo Carsetti, Attivista del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, tra i promotori del referendum Del 2011 contro la privatizzazione del servizio idrico.

Qui il link all’evento.

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